I prezzi globali dei prodotti alimentari si sono mantenuti
stabili a settembre, registrando un valore di 170 punti, rimanendo praticamente
invariato rispetto ad agosto, ma comunque superiore del 3,3% rispetto ad agosto
2018.
Nel corso
del mese l’Indice FAO dei prezzi dei cereali si è mantenuto stabile, mentre i
prezzi del grano sono aumentati e quelli del mais sono diminuiti.
Nel
nuovo bollettino la FAO ha anche ridotto leggermente le sue previsioni per la
produzione cerealicola mondiale 2019 a 2.706 milioni di tonnellate, pari al 2%
in più rispetto al 2018.
La
riduzione è stata dettata dal calo dei raccolti di grano in Australia a causa
del clima secco, e dalle previsioni ridotte sulla produzione di riso in Cina,
India, Filippine e Stati Uniti d’America. Al contempo la FAO ha
incrementato le stime sulla produzione mondiale di cereali secondari, sulla
base di migliori prospettive per la produzione di orzo e di mais in Brasile e
negli Stati Uniti.
L’utilizzo
mondiale di cereali nell’anno a venire è previsto a 2.714 milioni di
tonnellate, leggermente ridimensionato rispetto alle stime del mese scorso, ma
pur sempre un valore record. Si prevede che entro la fine della stagione
2020 le scorte mondiali di cereali saliranno a 850 milioni di tonnellate, un
calo del 2% rispetto ai livelli di apertura. Le scorte mondiali di grano
dovrebbero aumentare dell’1,6, mentre le scorte di mais dovrebbero registrare
una netta diminuzione.
Le
esportazioni mondiali di grano e riso sono previste in ripresa, mentre
dovrebbero diminuire quelle dei cereali secondari.
A settembre
l’Indice FAO dei prezzi degli oli vegetali è salito dell’1,4% – il suo valore
più alto da oltre un anno. L’aumento è stato trainato dalla domanda costante di
importazioni di olio di palma dall’India e dalla Cina e dall’aumento delle
quotazioni dell’olio di colza, calano i prezzi dell’olio di soia e di girasole.
L’Indice
FAO dei prezzi dello zucchero ha subito un ribasso del 3,9% rispetto ad agosto,
a causa delle previsioni di maggiori scorte e dal calo della domanda di canna
da zucchero da utilizzare nella produzione di etanolo in Brasile.
L’Indice
FAO dei prezzi dei prodotti lattiero-caseari ha subito un ribasso dello 0,6%,
poiché il rialzo delle quotazioni del latte in polvere è stato più che
compensato dal calo dei prezzi del formaggio e del burro, specialmente nella
fascia di prezzo più bassa.
L’Indice
FAO dei prezzi della carne è salito dello 0,8%, favorito dalla forte domanda di
importazioni dalla Cina. Mentre l’aumento dell’offerta di carne suina in Europa
ha spinto verso il basso i prezzi della carne suina sui mercati internazionali.
